lunedì, 28 settembre 2009

Sempre stagioni

L'inverno si colora di semplici colori,

l'autunno, quel flagello di immane nostalgia

ricoperto di foglie e di vento grigio,

c'è spazio anche per lui, e la primavera,

quella prostituta stagione, dove in ogni notte

puoi essere comprato o venduto in un rimpianto

che si consolerà solo nell'estate che scalda e

sabbiosa  rinasce nell'insormontabile

voglia di riempire la vita di gioia....

....e poi di nuovo....

                                                     Andrea

Prima o poi si va...

"E' quando senti veramente che stai per lasciare il mondo,

il vero momento in cui vorresti lasciargli tutto di te"

                                                                      andrea

Comunque coraggio!

"la morte non mi fà affatto paura, essendo convinto dello splendore

che oltre ad essa ci attende" è la vita che spesso mi fà paura perchè

sò che non fà parte della volontà divina.

                                                                     Andrea

La mia famiglia

"la mia vera ricchezza è stata quella di essere figlio, fratello e nipote

di persone realmente ricche di sentimenti e fragilità"

                                                                                  Andrea

Ci sarà incenso su di me come su di voi

"se parli della povertà vieni identificato come un moralista

se sei un moralista puoi parlare liberamente della povertà"

purtroppo non sono un moralista...peccato perchè avrei

potuto lasciare il mio concetto in questo mondo di merda.

                                                                         andrea

E' il mio corpo a scaldare il sole

"non è che solo perchè ho fatto parte del mondo

debbo per forza essere una parte del mondo"

io non sono una parte tantomeno di questo mondo.

                                                                 andrea

Un giorno mancherò...

"non si può comprendere l'amore senza aver compreso prima l'odio"

                                                                           andrea

Dedicato

"sai, dire ciò che ho dentro è come capire tutto ciò che è fuori,

mi accontento di rimanere un segreto eterno..."

                                                                        Andrea

giovedì, 17 settembre 2009

Pensieri

"quando i pensieri che vivono in te smettono di creare rumore

preparati ad affrontare un nuovo cataclisma d'Atlantide"

                                                                        Andrea

mercoledì, 16 settembre 2009

Microcellule di felicità

"di rari e preziosi momenti vorrei farne un prolungato deja vue"

                                                                       Andrea

QUEI RICORDI

"Tu puoi dire che il tempo porterà via parte dei nostri ricordi,

io dico che i nostri ricordi porteranno via parte del nostro tempo".

                                                                          Andrea

venerdì, 04 settembre 2009

Ci sono giorni tanto diversi...

Ci sono giorni in cui le lacrime sono dolci sorrisi
 e giorni in cui i sorrisi sono lacrime amare,
 giorni in cui i pensieri possono volare ovunque
 e giorni in cui ovunque voli non trovi mai nuovi pensieri!
                                                                          
                                                                               andrea

domenica, 12 luglio 2009

Ti amerò

Nell’ insvaniscente sapidità io t’amo

Non ch’io sia a garantir l’imperituro

Ma sin che gustar frutto sia possibile

L’augurar di noi in giubilanti anime

Io t’amo persuaso e privo di nascosti

Detengo luminaria grandezza d’amore

D’io per te ne farei vello per l’inverno

Giassai che sole e fulmini s’intercalano

Non v’è sicura all’espediente di destino

Consapevolmente t’amerò seguendoti"

A lei, il mio idolo d'amore

"ed io m'invito nell'anima candida della vostra voce

per dare tatto al desiderio e possedervi con amore

approdo nel porto del vostro cuore urtando il molo

negli occhi posano la luce e la calma della luna

per voi pescherei tutti i frutti nascosti dall'inverno

siete così allegra... e poi... esasperatamente bella

vorrei finirmi con dolci labbra umettate nell'albore

cogliervi il pensiero e privarlo d'altro spazio

di me ne farei perla rara avvolta nel turchese

e dal vostro respiro rapirei ogni splendido secondo.

"vorrei servirvi come condottiero di luoghi incantati

dove tempo e immagini si perdono nella fantasia

donare agio ai miei occhi riposandoli sul vostro viso.

Vi ho osservata rallegrare sotto le antiche quercie del prato

e dove un soffio di vento stizzava i vostri lunghi capelli

vi pensavo bella e irraggiungibile come quando l'orizzonte è travolto da foschia

le vostre gesta erano graziosamente lente come l'imbrunire dell'estate

lo so che tra cento rose vi sono mille spine

ma il pensiero di possedere il vostro sguardo

m'acceca da qualsiasi turbamento"

Giammai l’amor vostro evacuerà dal mio

semmai dilaterà per goder’amarvi nell’agio

o’ssi ch’io conosco in Voi fastidi e screziature

e per tali debolezze ch’io vi amo dolce musa

tempo ne sussegue ma come rughe siam solcati

chi noi al mondo lascieremo quest’oro così sacro

perché di noi lui possa ancor vivere in cuore d’altri.

“ Spessso vi vedo avvolta da biondi cocchieri

disposti a vendere l’anima pur di avervi

mi chiudo in gelosie che frenano il mio essere

seppur convinto dell’incrocio dei nostri sguardi.

Conosco il richiamo della vostra bellezza

e per questo ne soffro il privilegio atteso”

Seppur m’arreco in voi accecato dalla luce di mille stelle

e il pensier di vivervi accanto è in me dolente attesa

“rimango posato”

anche mentre il fato scherzoso prende gioco

come dispetto del vento tra le foglie del salice già piangente.

La donna che in voi si proclama fa rugiada dei miei pensieri

e come tale nutre me facendomi voglioso del nuovo giorno.

“In questa lunga stellata vi ho cercato in tutto il mio sogno

v’immaginavo splendente tra gli odori d’oleandri fioriti

cosparsa di riflessi come eleganti cristalli attraversati dal sole

su questa vostra immagine avrei voluto cessare ogni respiro”

Ogni qual volta vi lascio mi riempio di luce e ritorno nel faro.

Nel vicolo stretto del borgo non c’è più spazio per il mormorio

che fan di me perdente e illuso di speranze e misero solitario.

“Di tal voci prego che non vi sia giunto l’eco.”

Sderenò radicar d’un vuoto in solitudine

Schiacciai misero me all’angolino del pianto

da giardini preziosi di rose al sole lontano fui

di cantina del mondo io finii perso e solitario

bramai segreti a casse di polvere invecchiate

pestai la vita al muro colpendola al torace

di reagir mio chiuso sfondai porta e coraggio

”Isola gabbiano sole mare vento”

A Lei

ed io m'invito nell'anima candida della vostra voce

per dare tatto al desiderio e possedervi con amore

approdo nel porto del vostro cuore urtando il molo

negli occhi posano la luce e la calma della luna

per voi pescherei tutti i frutti nascosti dall'inverno

siete così allegra... e poi... esasperatamente bella

vorrei finirmi con dolci labbra umettate nell'albore

cogliervi il pensiero e privarlo d'altro spazio

di me ne farei perla rara avvolta nel turchese

e dal vostro respiro rapirei ogni splendido secondo"

Amare il contrasto

"Questo corso ha l’arguzia della mielata

sapida arguta melodiosa e aspra

mordace animosa salubre filantropica

sollazzata d’ombre di meridiane mistiche

è la vita che con la tavolozza si dipinge

nel nero fende squarcia spacca taglia

nell’azzurro ferma frena argina salda

amate il suo contrasto solo se vi amate"

La spiaggia del faro

Nel timido albore che sovrasta il pendio sfracellato nel blu mare

s’odono cascanti scitii d’un beato fascino che imbarazzano la vita

morbidi voli come dolci carezze sulla guancia con velluto tenue

il colore fatato della natura è invasata di sfumature impossibili

la sabbia bianca che a tratti si spezza con l’ombra d’un tronco arenato

la casualità di un’isola è arte coreografata da uno splendido destino

il solo capovolgersi delle minuscole onde è un capogiro ad effetto

la nudità del palmizio inclinato e solitario è l’inno alla vita

Veneto

Tornai la mano da un grappolo d’uva

Smise il pianto sorretto a catena

Di quale pupilla ne fu l’incanto

O' dolce Veneto di rima al sole

Urtai paterno il tuo respiro

Acre terra d’un sapore

Udii il colore del vino sfatto

Del nord’agosto fui incantato

Un bel giorno con Dio

Rosami di profumo intenso

Silenziami d’incanto

Boccheggiami di dolcezza

Volami libero nell’animo

Favoleggiami san beato

Sregolami dal vissuto

Potenziami nella fede

Religionami al tuo spirito

Paralizzami a te

Vita

"----Di tu che sai frinir----

----- l’infinite liriche-----

--------M’imbriosi ---------

- quando taci ogni silenzio -

------Conci il tempo------

-----tramuti l’esteriore-----

------Ed’io m’ancello-----

----al tuo seguitar fato----

-Zelo di cemento asciugato-

------ dall’incanutire-----

-----Sottrai e rimborsi-----

Il pascere di misero uomo

------T’assilla al dolere------

….....ma ciò che conta…......

-----è serbare l’intensità----

per sferrare lo schiaffo finale"

Solitudine

Sderenò radicar d’un vuoto in solitudine

Schiacciai misero me all’angolino del pianto

Da giardini preziosi di rose al sole lontano fui

Di cantina del mondo io finii perso e solitario

Bramai segreti a casse di polvere invecchiate

Pestai la vita al muro colpendola al torace

Di reagir mio chiuso sfondai porta e coraggio

Isola gabbiano sole mare vento

Infilai guanto a vita ma sempre sensibile fu

Difesa venne la mia pelle di leopardo

Davanti a occhi miei nessun tocchi il debole

Mastico sassi mi nutro d’emozioni"

Viti di Barbera

"Incedo nel dedalo di viti

sull’estesa tenuta ardente

tra corti vitigni di barbera

il palato carico di smania

mi brillo tra i suoi grappoli

ne sento le forti gradazioni

mentre più in là tra sentieri

scorgo odonati indisturbati

attraversare in tutta velocità

è splendida vivacità gioiosa

l’unica civetta non dormente

m’insirena un dolce ticchettio

mentre pelle scurisce al sole

ecco inatteso greppo collinare

s’affaccia su rettangolari poderi

mi soffermo e dimentico la vita"

Estate

"Effluvi di canicola aspersi nel barlume dell’alba

serpeggiano nel rizoma della terra degli oleandri

già mi seduce l’olfatto nel pasticcio dell’essenza

una trasvolata di commozioni che mi resuscitano

il salice lascia cadere lacrime lanceolate di verde

le crepe dei fusti s’intasano delle resine cremose

il cielo blu spalancato sul confine dell’orizzonte

fin di luglio non ha sponde per calore trattenuto

mi gocciolo sulle labbra la passione che riveste"

Natura amante

"Nel timido albore che sovrasta il pendio sfracellato nel blu mare

s’odono cascanti scitii d’un beato fascino che imbarazzano la vita

morbidi voli come dolci carezze sulla guancia con velluto tenue

il colore fatato della natura è invasata di sfumature impossibili

la sabbia bianca che a tratti si spezza con l’ombra d’un tronco arenato

la casualità di un’isola è arte coreografata da uno splendido destino

il solo capovolgersi delle minuscole onde è un capogiro ad effetto

la nudità del palmizio inclinato e solitario è l’inno alla vita"

Dolce vita

Ricovero la mente nel pensier di dolce vita

Mungendo sentimenti al sapore di lavanda

Mulini sottovento e color caldo della spiga

Ruggini di sole coccinelle appese al vento

Serene le mattine svegliate e tondeggianti

Mi asseto alla rugiada colante d’una foglia

Lo sciame mi tempesta d’odore di meriggio

Frugo calmo nell’odore di fichi dondolanti

Non faccio che svestirmi disarmata l’emozione"

Giudizi non universali

"Profondi si riservono

sotto scialbature di respiri

il penetro d’occhio svela

il vero soffio vitale

come sboccio di fiore

che al suo lento aperto

denuda sfumature e olezzi

i sentimenti son’in alveoli

celati e vigili sugli accaduti

celeri se da sinceri e onesti

vengon ad essere sollecitati

Scopro mondi d’anime

chemm’ai avrei concepito

stando unicamente al suolo

Viviam tra l’altro in giungle

in cui giudizi macchiano

piu’ degli intingoli di sugo"

Un gran vissuto

Sbirro la vita massificando la deferenza dell'intestino d'ogni pensier d'altri

tra le fosse più profonde mi combino e mi diamanto negli intensi nascosti

che sia vita esser d'innanzi al tramonto? No, in esso io mi voglio scuocere

Siam spesso palafitte prammatiche che non si consultano e galleggiano

Vita che se vita deve, sarà spoglia...

M'apneo! preferisco senza fiato ma donarle un gran vissuto....

T'ancoro più peso

"Illa lunga, d’invasa scuro, m’invocò pietà

Destò pensier e strazio chè di nulla umano

L’inganno Luna, di bellezza luce mi stordì

Rinvenni in’io che più sospiro tremolante

D’esto sogno portò d’impetto morte in me

D’invocazioni ella fu d’indifferenza ignota

Nell’oltrepasso bestia fui ribelle al trascinar

In cui momento corpo vidi che scioglieva

Issavo vuoti sparuti al pensier di esta andata

Parvi videre progetti destinati di creazione

Trascendenti mondi ruota d’obbliga rinascita

N’ommai in tal momento mi sentii privato a Dio

Isso fu innato mancamento che spezzò grida mie

Vidi l’io inzuppare d’un sudor liberazione

Oh realtà oh vita mia, tanto mai ti fui distante

T’ancoro più peso, non mi voglio più staccar

La notte

Mi separo in mestizia

dal finale scorcio di luna

L’ultimo scuro vapore

sopraffa il riverbero

Ed’io basito indugio

all’effluvio di basilico

Disinteressato dall’ora tarda

mi espongo alla notte

respirando il suo grido

toccando il suo impulso

attrae in me la seduzione

il fascino e la quiete

respiro al poggiolo

l’estremo svanire

Dipinto di vita

"Lucente assordita vita millantata fantasia

Vigilo dall’apogeo la magica evoluzione

Delicatezze disperse dall’immensità divina

Amenità periodiche supplite con mestizie

Dico e caldeggio con furia l’idonea dabbene

Esorbitante irripetibile a tratti sconvolgente

È pregevole usufruire d’essa nell’intensità

Ardua disfida che dissipa del bene e del male

Enormi sfaceli e concernenti valorose risalite

Forbita come luna o flebile come il tuono

Famula di fatalità e padrona d’impressioni